Contratti e Antifragilità

Come accade ormai quasi tutti i mesi da un anno e mezzo (salviamo solo le ferie estive 😊), anche a settembre la comunità si è riunita con lo scopo di scambiarsi idee, esperienze e, perché no, giocare un po’ insieme (ricordiamo che il gioco è il miglior modo di imparare, ma questo lo vedremo, forse, in un altro articolo).

L’esperienza è sempre positiva anche perché, oltre allo zoccolo duro che non può mancare ad ogni appuntamento, si aggiungono sempre persone nuove con le più disparate conoscenze, che molto spesso si trovano lì per sbaglio o per caso, o solo per curiosità, ma che alla fine difficilmente vanno via deluse, almeno così dicono.

I volontari che propongono argomenti interessanti e desiderano divulgare la loro esperienza per fortuna non mancano, e questa volta i temi trattati erano davvero stimolanti, seppur difficili da seguire.

La scaletta prevedeva i seguenti punti:

  • Preventivare il rischio: quando il rischio d’impresa diventa un’opportunità – Wolfgang Cecchin
  • Antifragilità – Jacopo Romei
  • Gaming: Penny Game – Andrea Pinnola

Stuzzicanti vero? Beh, vi assicuro che dal vivo lo è stato di più.

Ma, visto che c’erano parecchie persone nuove, abbiamo iniziato con un giochino per rompere il ghiaccio. Ecco, qui sotto raffigurato, lo strumento di “tortura”.

Dopodiché siamo entrati nel vivo della serata.

Nella prima parte della serata abbiamo parlato di rischio d’impresa legato ai contratti.

Sì, perché ci sono diverse modalità per stipulare un contratto fra un committente ed un fornitore, vecchie e nuove, più rischiose o più sicure, e non sempre una tipologia va bene per un determinato prodotto o per quel tipo di impresa o addirittura per quel determinato committente.

Grazie ad una serie di slide ed esempi, Wolfgang ha mostrato come, fin dai tempi di Colombo e dei navigatori dell’epoca, si potevano stipulare i contratti in forme diverse in base alle quali i rischi e i vantaggi potevano essere bilanciati in modo differente tra le parti.

Stava ad ognuno dei due contraenti riuscire a convincere l’altro su come procedere nella trattativa, cercando di condurla a proprio favore.

E tutto questo è davvero agile. Non sì può pensare di avere contratti rigidi dove tutto è predeterminato (funzionalità, tempo, spesa) e allo stesso tempo lavorare in agilità. L’agile ribalta le vecchie regole del waterfall e lo schema seguente lo mostra perfettamente:

fermo restando la qualità, il tempo e i costi, quello che varia sono le funzionalità.

Solo così il team può muoversi in maniera snella (lean) e agile al cambiare dei requisiti che il cliente e il mercato impongono.

Nel secondo intervento abbiamo affrontato l’argomento clou: cos’è l’Antifragilità?

Cos’è fragile e cosa non lo è, ma soprattutto cos’è antifragile.

Riprendendo alcuni concetti di Nassim Taleb sull’argomento, Jacopo ha spiegato con la semplicità e l’efficacia che lo contraddistinguono, quali sono le differenze fra i vari tipi di sistemi: un sistema che si rompe alle sollecitazioni è un sistema fragile, uno che invece resiste è un sistema robusto; ma un sistema che reagisce alle sollecitazioni e si rafforza è un sistema “antifragile”.

In natura abbiamo molti esempi di questo.

Il nostro sistema immunitario ad esempio: noi oggi siamo forti e più o meno resistenti alle malattie perché ci siamo ammalati da piccoli (chi di voi genitore non ricorda il primo anno di asilo nido o scuola materna del proprio figlio? Quanti giorni il vostro bambino ha passato in casa malato e quanti all’asilo?).

Altro esempio, un osso non si fratturerà mai due volte nello stesso punto (è il principio che molti fanatici delle arti marziali usano per rafforzare le loro ossa: si procurano una serie di microfratture alla tibia in modo da creare il callo osseo in più punti).

Nell’ultima parte della serata abbiamo giocato al “Penny Game”.

È stato divertente vedere attraverso un gioco come piccoli ma continui rilasci di poche feature siano molto più efficaci di un unico grande rilascio alla fine del progetto.

L’abbiamo fatto con l’ausilio di alcune monetine (penny, appunto) che i componenti del gruppo si scambiavano rispettando alcune regole dettateci da Andrea.

Insomma il bilancio finale è stato, come sempre, una serata all’insegna dello scambio di idee, della diffusione delle conoscenze, ma soprattutto nello spirito di un gruppo di persone piacevoli ed unite dalla passione per l’Agile.

 

Nicola

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